
"Può essere Lar, per chi come noi vive a Roma o nel suo hinterland , anche un frammento di storia locale che, ad un più attento esame, riveli una più ampia valenza culturale e sia portatore di una scintilla di cosmopolitismo"
(dal Manifesto dell'Associazione)
Con questo progetto, che si andrà necessariamente articolando in più sezioni, la nostra associazione intende confermare il suo radicamento nella realtà locale che la ospita, quella dei Castelli Romani.
Non è facile rivisitare la storia millenaria di un territorio talmente ricco da ospitare e custodire – fra mille altre vestigia – le origini sacrali dell'antica Roma accanto ai fasti del potere temporale della Chiesa.
Per questo è necessario un filtro, una "lente" in grado di restringere la nostra attenzione solo su alcuni frammenti, più o meno conosciuti, di questo immenso patrimonio: fedeli al nostro Manifesto , cercheremo di rilevare e valorizzare quegli episodi e, soprattutto, quelle personalità che hanno maggiormente espresso in ogni tempo la più pura vocazione di Roma e del suo territorio, la sua essenza stessa: l'universalità e il cosmopolitismo.
Abbiamo scelto per iniziare la figura di Enrico Stuart, Cardinale Duca di York (1725-1807), per due circostanze di attualità: la recente ricorrenza (nel 2007) del bicentenario della morte ed una importante mostra a lui dedicata dal Comune di Frascati, dal 13 dicembre 2008 al 15 febbraio 2009, intitolata "la Biblioteca del Cardinale" (http://www.scuderiealdobrandini.it/home.htm).
Enrico Stuart, ultimo discendente della dinastia regnante sul trono d'Inghilterra prima degli Hannover-Windsor, ma nato e cresciuto all'ombra del "Cupolone", fu vescovo di Frascati per oltre un quarantennio. Il suo episcopato fu all'insegna della cura materiale, ma soprattutto spirituale e culturale dei fedeli che gli erano stati affidati: principali frutti del suo impegno furono il Seminario Tuscolano , vera fucina di ingegni per la Curia romana negli anni a cavallo fra il XVIII e il XIX secolo, e – appunto – la Biblioteca Eboracense , una raccolta di diverse migliaia di volumi, che durante l'ultima guerra fu rocambolescamente messa in salvo presso la Biblioteca Apostolica Vaticana ed è stata ultimamente censita e catalogata.
In attesa di promuovere nuove ricerche sul Seminario Tuscolano e sui suoi più illustri allievi, che portarono in ogni campo della cultura l'impronta illuministica ed enciclopedica che il loro mecenate e vescovo aveva voluto dare alla loro formazione, pubblichiamo un nostro primo contributo alla conoscenza della vita e dei luoghi del Cardinale Duca di York: si tratta di un breve approfondimento su alcuni episodi che legano la memoria di Enrico Stuart al territorio di Monte Compatri.
Lo si può considerare la prima tappa di un "itinerario eboracense" , che intende rintracciare i segni dell'uomo e del tempo nei luoghi che hanno visto esplicarsi l'azione pastorale del Cardinale Duca, ma soprattutto rendere omaggio al suo instancabile impegno di uomo di fede e di promotore della cultura e la sua attenta sensibilità verso gli umili e gli esclusi.
© Lares et Urbs – gennaio 2009
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