
Sudan - Il governo accusa il CPI di essere un “Tribunale politico”
Sudan - Il governo accusa il CPI di essere un “Tribunale politico”Il governo sudanese ha respinto l’accusa di genocidio formalizzata il 12 luglio scorso dalla Corte penale internazionale dell’Aja (Cpi) contro il presidente Omar Hassan al Beshir per quando accaduto nel conflitto in Darfur. “L’aggiunta dell’accusa di genocidio conferma che la Corte penale internazionale è un tribunale politico poiché gli annunci delle sue decisioni giungono sempre quando il Sudan è impegnato in fasi critiche per la pace in Darfur o la messa in atto dell’accordo globale di pace” ha detto il ministro dell’Informazione e portavoce del governo Kamal Obeid in un comunicato diffuso dall’agenzia stampa nazionale
Suna, riferendosi ai negoziati di pace in corso con la mediazione dagli Emirati Arabi e al cruciale appuntamento del gennaio prossimo per il
referendum sull’autonomia del Sud Sudan. “Il governo non dà importanza a questa corte” ha proseguito Obeid, aggiungendo che “continuerà a perseguire i suoi obiettivi e non presterà alcuna attenzione ai disperati tentativi di alcune forze di minare la stabilità e bloccare lo sviluppo” del paese. Ieri la prima Camera preliminare della Cpi ha emesso un mandato di arresto internazionale a carico del presidente del Sudan Omar Hassan al Beshir, con l’accusa di “genocidio” in riferimento al conflitto in Darfur, e più precisamente nei confronti dei tre gruppi etnici dei Fur, Masalit e Zaghawa. La sentenza è seguita al ricorso del procuratore generale Luis Moreno Ocampo accolto dalla Camera di appello per non aver incluso la specifica di “genocidio” accanto a quella di “crimini contro l’umanità” nel primo mandato di arresto internazionale emesso dalla Corte nel Marzo del 2009. La notizia dell’aggiunta dell’accusa di genocidio al mandato di arresto contro Beshir, provvedimento di per sé criticato da diversi governi africani, dalla Lega Araba e dall’Unione Africana, è stato accolto come una “vittoria” dai capi dei gruppi ribelli darfuriani – entrambi in esilio - del Movimento per la giustizia e l’uguaglianza (Jem) e della fazione del Esercito di liberazione sudanese (Sla) che non siglarono la pace del 2006.
mercoledì 21 luglio 2010 - 07:44:55 by sarino
Posted in Rassegna Stampa a cura di Paola Conti | |